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Il Corso Base di Calligrafia di Spazio Cam con Stefano Pedruzzi è un percorso durante il quale riscoprire il piacere della scrittura a mano in un’epoca digitale: rallentare, osservare, controllare il tratto e dare vita a composizioni che portano il segno della tua personalità.
Attraverso lezioni in diretta, esercizi mirati e una chat per un confronto costante con il docente durante il corso scoprirai che la calligrafia è molto più di una tecnica: è un’arte millenaria che unisce storia, bellezza e consapevolezza del gesto.
Il corso base avrà una durata di cinque incontri a cadenza settimanale.
Si terrà nelle seguenti date: 5 – 12 – 19 – 26 marzo e 2 aprile, dalle 20.30 alle 22.30.
Il corso base di calligrafia si svolgerà presso la sede di Spazio Cam in Borgo Palazzo 35/A a Bergamo.

COSA IMPARERAI?
- I fondamenti della calligrafia: storia, strumenti, materiali
- Tecniche di base: impugnatura corretta, controllo del pennino, gestione dell’inchiostro
- Stili calligrafici classici (gotico, italico) e moderni
- Composizione e progettazione di scritte
- Come sviluppare il proprio stile personale

PERCHÉ PARTECIPARE?
Perché la calligrafia è disciplina e libertà insieme. È rispetto della tradizione e coraggio di sperimentare. È un modo per ritrovare concentrazione, esprimere creatività e riscoprire il valore del tempo dedicato a qualcosa di bello.
CHI PUÒ PARTECIPARE
Non servono competenze artistiche pregresse, solo curiosità e voglia di imparare. Il corso parte dalle basi: impugnatura, angolazione, ritmo del tratto, anatomia della lettera.
Il corso base di calligrafia è accessibile al di sopra dei 16 anni.
COSA SERVE?
Materiale a carico del partecipante.
- Canson Album Schizzo, XL, A3, 120 Fogli ( link del prodotto)
- Penne calligrafiche per allenamento ( link del prodotto)
- Penna calligrafica per definitivo ( link del prodotto)
- Parallel Pen – Stilografica – 4.5 Mm | Pilot ( link del prodotto)
- Matite / gomme / righelli ( necessari, ma sulla qualità a discrezione del partecipante)


Stefano Pedruzzi
I Graffiti
Avevo quattordici anni quando il mondo dei graffiti mi ha accolto per la prima volta. Non era solo un passatempo, ma una vera e propria scuola di vita. Ho incontrato persone, vissuto esperienze indimenticabili e scoperto un universo fatto di colori, adrenalina e libertà. Non basterebbe un libro per descrivere e spiegare tutte le esperienze legate a questo periodo.
Ricordo le notti gelide d’inverno, quando il freddo tagliava la pelle, ma il cuore batteva forte per l’emozione. L’unica cosa che mi scaldava davvero era la passione. Ogni tratto di spray sul muro era un battito, un respiro, un segno di appartenenza a qualcosa di più grande. La notte era la nostra alleata, un velo che avvolgeva le città, rendendoci padroni
di strade e quartieri. Ci muovevamo con la consapevolezza di seguire un codice non scritto, fatto di rispetto e sana competizione, con il desiderio costante di migliorare e lasciare
un segno indelebile.
Non ci siamo mai fermati. Treni, aerei, migliaia di chilometri percorsi per dipingere, per confrontarci con altri artisti, per ampliare i nostri orizzonti. Il 2011 segna l’inizio di questo viaggio che ancora oggi continua a ispirarmi e a influenzare ogni mia creazione, anche in altri ambiti artistici.
I graffiti sono stati la mia palestra, il mio banco di prova. La loro natura illegale mi ha insegnato la determinazione, la persistenza, la capacità di trovare sempre un modo per
raggiungere l’obiettivo, a prescindere dagli ostacoli. Per molti, questo mondo è qualcosa di distante, quasi incomprensibile, ma per me è stato tutto. Ha temprato il mio
carattere, scolpito la mia visione artistica e acceso un’ambizione che ancora oggi mi scorre nelle vene.
Grazie ai graffiti, abbiamo conquistato il nostro primo spazio creativo a Bergamo, abbiamo svolto decine e decine di corsi per ragazzi più giovani di noi indirizzandoli e ispirandoli a un percorso artistico sano e con un senso logico, realizzato due mostre e iniziato a guadagnare i primi soldi con commissioni private e comunali.
La calligrafia
Dopo anni trascorsi con la bomboletta in mano, mi rendevo conto sempre più chiaramente che il mio vero interesse era rivolto alla struttura della lettera, al suo scheletro e alla sua anatomia. Mentre i miei amici si concentravano su colori, ombre, effetti tridimensionali e riempimenti, io ero affascinato dalle linee che componevano e davano vita ai caratteri. Tralasciavo gli aspetti decorativi per studiare la forma pura.
Quando ho varcato la soglia, mi sono trovato di fronte a un universo vastissimo, fatto di storia, regole, canoni di bellezza, strumenti meravigliosi e ore interminabili di allenamento.
La calligrafia è l’erede di una tradizione millenaria, un patrimonio inestimabile che l’umanità ha forgiato nel tempo. Oggi, abituati a digitare su una tastiera, tendiamo a
dimenticare quanto sia straordinario il semplice atto di scrivere a mano. La scrittura è stata una delle più grandi conquiste dell’essere umano, eppure, con il passare degli
anni, sembra che stiamo perdendo la volontà e la capacità di praticarla con consapevolezza.
Ciò che mi ha sempre affascinato della calligrafia è il suo potere comunicativo. Ogni stile ha una sua identità, una sua forza espressiva, modellata dalla geografia e dalla storia.
Per esempio, il gotico porta con sé un bagaglio culturale completamente diverso rispetto a un corsivo inglese.
Studiare queste caratteristiche e personalizzarle è, ancora oggi, una delle sfide più stimolanti per me. In quegli anni frequentavo il Politecnico di Milano, dove studiavo Design della Comunicazione e Tipografia.
Parallelamente, perfezionavo la mia tecnica calligrafica seguendo numerosi corsi dell’Associazione Calligrafica Italiana.
Mi innamoravo sempre di più di quel mondo fatto di carta, pennini, inchiostri e gesti misurati. L’allenamento aveva raggiunto livelli quasi monastici: ricordo che scrivevo almeno un alfabeto al giorno.
Nel frattempo, ho conseguito la laurea e iniziato la mia esperienza lavorativa nel campo della grafica. Nonostante gli impegni professionali, non ho mai smesso di sviluppare la mia passione, portando avanti progetti personali e paralleli che mi permettevano di esprimere al meglio la mia visione artistica.
Così la calligrafia mi ha letteralmente rapito e condizionato positivamente le mie scelte future e permesso di fare numerose esperienze in vari settori merceologici.
Forte della mia laurea, avevo imparato a digitalizzare le mie lettere e renderle commerciali, conservando comunque l’istinto e il valore del lavoro fatto a mano che mi ha permesso di mescolare spesso la mia conoscenza della calligrafia con quella dei graffiti, sperimentando su superfici più ampie come i muri o aprire anche una piccola parentesi nel modo della moda lavorando con Liu-Jo, Jimmy Choo, Replay.
Un’altra fase artistica molto importante nella mia vita , fu quando elaborai, il format di “Synesthesia”, un evento nato dalla contaminazione positiva di due discipline tanto eleganti quanto complementari, la calligrafia e il piano.
Il format si basava su creare un momento di circa 40 min di assoluto silenzio, dove le note prodotte dal piano sposavano i tratti del pennello, che andava a creare un’opera calligrafica.
Il pubblico contemplava con assoluta estati il concetto più puro della creazione.
I tatuaggi e TrueLines
Arrivato a questo punto del mio percorso, mi sono reso conto che molte delle mie opere calligrafiche erano diventate parte della vita quotidiana delle persone.
Quadri, tele, pareti: ovunque le mie lettere prendevano posto, lasciando un segno tangibile nelle case di chi le sceglieva.
Era un riconoscimento straordinario, la prova che il mio lavoro aveva un significato più profondo. Ma sentivo che mancava ancora qualcosa.
La calligrafia, la scrittura e l’arte che avevo affinato nel tempo avevano bisogno di un supporto ancora più intimo, più vivo.
Fu allora che compresi che il passo successivo più naturale e coerente fosse il tatuaggio. Trasportare sotto pelle tutto ciò che avevo imparato e vissuto era un’evoluzione inevitabile. Da quel momento, non mi sono più fermato.
L’entusiasmo era incontenibile e il mio percorso artistico, ormai consolidato da anni, mi aveva già aperto molte porte. Grazie a ciò, fin dall’inizio ho trovato persone disposte a
mettersi nelle mie mani, fidandosi della mia esperienza e lasciandomi sperimentare con il mio nuovo supporto: la pelle.
La matrice, il filo conduttore del mio lavoro, era sempre lo stesso: la lettera, in ogni sua forma e declinazione.
Ogni passo che ho fatto mi ha reso un artista e un artigiano poliedrico. Ho imparato a creare con qualsiasi mezzo: dallo spray sui muri ai pennini sulla carta, dal digitale al tatuaggio.
Ogni tecnica è per me un linguaggio, un codice visivo che può comunicare emozioni, storie e identità.
Ma più di tutto, il tatuaggio mi ha dato un dono immenso: la libertà.
Questa professione mi ha permesso di viaggiare e conoscere il mondo in un modo che non avrei mai immaginato. Dipingere a Copenaghen e Londra, tatuare a Oslo, Praga, Nizza, Tolosa, Parigi, Berlino… Ogni luogo mi ha lasciato qualcosa, ogni incontro ha aggiunto un tassello al mio percorso.
E poi ci sono stati i viaggi che hanno cambiato profondamente la mia vita. Zanzibar, dove ho vissuto per cinque mesi e ho imparato a vedere il mondo con occhi nuovi, con un’anima più leggera e consapevole.
L’Australia, dove ho trascorso un anno, è stata invece una palestra di vita che ha rafforzato la mia mentalità imprenditoriale e la mia sicurezza nelle mie capacità. Viaggiare
per me significa mettersi alla prova, uscire dalla comfort zone e scoprire risorse interiori che altrimenti resterebbero latenti. È un esercizio di crescita continua.
Il viaggio è sempre stato per me un’esigenza primordiale. Andare oltre i confini, mettermi in gioco in ambienti sconosciuti, senza riferimenti, mi ha permesso di scoprire parti di me che non sapevo esistessero. È lì, nel disagio positivo dell’ignoto, che ho trovato la mia forza più grande.
Ricordo che, esattamente in questo contesto, quando ero dall’altra parte del mondo in una città di 7 milioni di persone, dove era difficile persino avere un tetto sopra la testa per
dormire, che ho avuto l’idea e successivamente scritto, illustrato e creato un libro relativo al lettering e alla mia visione su di esso. Il libro è stato un successo e mi ha insegnato cosa significhi davvero avere fiducia in sé stessi e costruire qualcosa di grande con le proprie mani.
In questi ultimi anni il mio approccio alle lettere é virato verso un estetica affine al mondo del tatuaggio, seppur rimanendo fedele ai principi calligrafici, l’estetica finale delle mie lettere si è arricchita di elementi propri del mondo del Lettering. Ora le mie lettere e le mie scritte hanno un’estetica ancora più potente e significativa.
Ed è proprio questa forza che oggi voglio incanalare in una nuova sfida: TrueLines.
TrueLines non è solo uno studio di tatuaggi. È un punto di incontro, un contenitore di idee, di crescita, di qualità e di valori condivisi. È amicizia, famiglia, ambizione e dedizione assoluta a ciò che amiamo fare.
Per me, la vera realizzazione è questa: essere libero grazie alla mia arte e poter condividere il mio percorso con persone autentiche.
In queste pagine ti ho raccontato chi sono, da dove sono partito e dove voglio arrivare.
Grazie per aver dedicato il tuo tempo a leggere questa storia.

Gli esercizi vengono corretti di lezione in lezione
Docente professionista
